COSA STA SUCCEDENDO?

Il Governo indiano, tramite l’Ente Nazionale per l’Energia N.T.P.C. – National Thermal Power Corporation, sta avviando la realizzazione di una serie di 12 dighe lungo l’alto corso del Gange che si snoda sull’Himalaya, nella valle di Gangotri, dove nasce il Gange.
Dove non è giunto lo “sviluppo”, il Gange è ancora così…


In pianura il suo corso diventa enorme e pacifico e continua per migliaia di chilometri.

Lungo tutto il suo corso il Gange viene adorato e celebrato come MADRE.


Lo stato dei lavori nei cantieri della diga Pala-Maneri

La costruzione delle dighe, con esplosioni, trivellazioni, demolizione d’intere pendici della montagna e abbattimento di porzioni di foresta, porterà alla deturpazione permanente di un’intera regione himalayana.
I progetti imprigioneranno il fiume sotto terra, in gallerie oscure, con il risultato di cancellare la sua stessa esistenza dalla valle dove nasce e in cui ora scorre libero.
Il fiume smetterà di scorrere.
Che avvenga per l‘intubamento o per la stagnazione in bacini artificiali, questo avrà che hanno un impatto crudele su flora e fauna e sul fragile ecosistema costruitosi intorno al fiume.



Le compagnie gettano cemento, altri detriti e rifiuti direttamente nel fiume distruggendo l’ambiente e rendendo impossibile utilizzare l’acqua per bere e per irrigare. L’ N.T.P.C. ha risposto ad una lamentela avanzata dicendo che “nessun detrito è mai stato gettato nel fiume”.
INTERE RISAIE SONO STATE COMPLETAMENTE RICOPERTE E DISTRUTTE DAL CEMENTO. Il danno è incalcolabile per le popolazioni locali, per le quali la coltivazione del riso è la principale fonte di sostentamento.


Queste aree sono classificate come zone sismiche 4 – 5 soggette, con altissima probabilità, a terremoti quindi la creazione di enormi bacini artificiali, come quello delle diga di Tehri, espone l’intera valle e le sue migliaia di abitanti al rischio incombente di una catastrofe annunciata.
Da quando i lavori sono cominciati, CI SONO FRANE QUOTIDIANAMENTE.


Fine del turismo religioso, fonte primaria per l’economia della regione
Operai locali assunti dall’N.T.P.C. hanno ammesso apertamente di aver tagliato legna nei boschi circostanti da utilizzare come combustibile e di aver usato le foreste e il fiume come discarica benché l’Ente si fosse impegnato ad impedire che ciò accadesse.
Anche la promessa di benessere e sviluppo per gli abitanti dovuto alla maggiore occupazione, è un benessere a breve scadenza: appena entrate in funzione, infatti, le dighe non impiegheranno più le migliaia di contadini allontanati dai loro campi…ma questi contadini non potranno tornare ai lavori precedenti. Semplicemente, i loro campi non ci saranno più, coperti dalle acque o avvelenati dal cemento, i loro villaggi non avranno più sorgenti per l’irrigazione, tutta la loro vita tradizionale sarà cancellata.
La gente dovrà migrare nelle città.


Ecco cosa succede con la realizzazione di una diga
PRIMA DELLA DIGA DI MANERI….
….E DOPO LA DIGA
Desolante in India come a Messina, al largo della Calabria e qui nel Veneto, In Amazzonia e in mille altri posti della terra il mal che ci facciamo!Per il progresso o per fare la guerra si distruggono la natura e gli uomini (che poi farebbero parte anche della natura!).
C’è da rileggere e meditare ancora “La distruzione della natura in Italia” di Antonio Cederna. Ancora dopo più di trent’anni!!!!!!!!!
Da: Beatrice su 2 ottobre 2009
alle 8:53 pm