Madre Gange: la viaggiatrice dei Tre Mondi

Il Governo Indiano sta realizzando una serie di 12 dighe lungo l’alto corso del Gange: dalla sorgente a Gangotri, attraverso le gole dell’Himalaya, fino ad Haridwar.
La costruzione delle dighe porterà alla deturpazione permanente dell’intera valle, alla distruzione di una parte dell’Himalaya ancora incontaminata.
Le acque del fiume saranno deviate in tunnel artificiali, con il risultato di cancellare la sua stessa esistenza dalla valle in cui nasce e in cui ora scorre libero.
I laghi artificiali contribuiranno ad alterare la qualità dell’acqua del Gange fin dalla sorgente, deteriorando le sue preziose proprietà lungo tutto il restante corso.
I progetti non tengono alcun conto della sacralità di questo fiume e ignorano completamente il suo ruolo culturale e spirituale.
“Il Gange soprattutto è il fiume dell’India, che ha preso prigioniero il cuore degli indiani e ne ha attratto innumerevoli milioni alle sue rive fin dagli albori della storia. La storia del Gange, dalla sua sorgente al mare, dai tempi antichi ai nuovi, è la storia della civiltà e della cultura dell’India, della nascita e della caduta di imperi, di grandi e fiere città, dell’avventura dell’uomo…”
Jawaharlal Nehru
Alcune delle conseguenze portate dai lavori in corso e dalle dighe già realizzate:
- impatto ambientale destinato a sconvolgere l’equilibrio di un ecosistema consideratogià fragile come quello Himalayano;
- inquinamento del fiume e dei torrenti dovuto agli scarichi di detriti, cemento e rifiuti da parte delle imprese costruttrici delle dighe;
- prosciugamento di fonti di acqua: interi villaggi sono rimasti senza acqua potabile e per l’irrigazione;
- perdita di terreni agricoli, di pascoli e foreste da cui le popolazioni locali dipendono fortemente;
- diminuzione dei posti di lavoro nei campi e mancato reintegro di questa manodopera per il funzionamento delle centrali in quanto non specializzata;
- creazione di bacini artificiali in zone sismiche: questa è un’area denominata ‘zona 5’, ovvero ad altissimo rischio sismico;
- crepe nelle case dei villaggi limitrofi a causa delle esplosioni – case in queste condizioni diventano molto pericolose per le persone in una delle zone maggiormente soggette a terremoti di tutta l’India;
- caccia agli animali selvatici che scendono verso valle in inverno da parte dei lavoratori delle dighe;
- impatto negativo sul turismo che certamente risentirà pesantemente della scomparsa del fiume, delle frane lungo le strade e del generale degrado delle bellezze naturali;
- impatto negativo sulle tradizioni culturali e religiose legate alla presenza del Gange.
“Di Madre Gange si dice che sia scesa dai capelli di Shiva.
Coloro che l’hanno vista, ora marrone, ora ocra, scorrere impetuosa sotto le piogge; coloro che l’hanno vista risplendere con la sua trasparenza di smeraldo in inverno e scorrere come una benedizione fra i picchi innevati dell’Himalaya, sanno che è un segno del nostro degrado, della nostra totale cecità a tutti i livelli il poter anche solo pensare di confinare questa libera entità nel buio di una caverna sotterranea.”
Priya Patel
IL GANGE E’ UN PATRIMONIO DELL’UMANITA’
SE VUOI FARE QUALCOSA ANCHE TU
FIRMA LA PETIZIONE
http://www.petitiononline.com/ahvaan/petition.html
(nella pagina “firmate la petizione” in alto a destra trovate il testo integrale inglese e la traduzione in italiano)